Paradossi

scritto da Sanfedista il 6 aprile 2010,21:22
L'uomo è una bestia affetta da mania di grandezza e questo è noto.
Preoccupante è che utilizzi per spiegare cose difficili i paradossi; cioè esempi che portano a risultati complessi e che sono frutto, in genere, di premesse inaccettabili o assurde. Il piacere delle complicazioni ci ha spinto a mettere in dubbio il creazionismo, la piattezza della terra e l'assoluta mortalità della peste. Complicando non di poco la nostra vita con soluzioni che hanno riformato il nostro modo di vedere il mondo, ormai ridotto a costante sfida da vincere.
Il difficile per spiegare il facile, tetragono al rasoio di Occam, ci condurrà a soluzioni sempre più complesse per problematiche sempre meno pressanti. Prima o poi pagheremo biologi per studiare il controllo della cheratina per bloccare la crescita delle unghie. Rimpiangendo la suggestione misteriosa del cielo di notte, ritenuto un tempo un enorme telo che copriva il sole, con dei piccoli fori che lasciavano filtrare la luce: le stelle.
Paghiamo la fisica con la fantasia e non mi dite che la fisica è anche fantasia, se accettassi questo chiuderei il blog.




categoria: Tag:
commenti: 1 Commento su Paradossi (popup) | commenti (1)

Disastri Italiani, il Savoia in finale a SanRemo

scritto da Sanfedista il 20 febbraio 2010,01:16
Traditori delle mie due fedi.
Rispondo al festival con due mie proposte.




un poco prima delle 18.00

scritto da Sanfedista il 15 giugno 2009,17:54
Ed allora tutto mi è più chiaro quando, lotus ha fatto il suo ultimo replication, quando la ragazza dell’ingresso è stata sostituita dall’uomo della sorveglianza, quando l’aria condizionata ormai è quasi piacevole come sottofondo…quando con mano ansiosa premi Shut Downe dopo pochi istanti il pc si spegne, poco prima delle 18, prima che il caldo ci divori di nuovo ed un bus non arrivi…diciotto meno un po’ è in fondo quello per cui tutti noi viviamo.



La rivalsa dei falliti

scritto da Sanfedista il 5 maggio 2009,13:04
Non ho paura delle parole dei violenti ma del silenzio degli onesti. Diceva il King negro.
Io ho paura del silenzio degli ultimi, perchè sarà il gracchio maggiore.
Non mi riferisco agli ultimi della Bibbia, intendo quelli che più genericamente e prosaicamente vengono etichettati come sfigati. Quel sublime stato mentale di rabbioso escluso, sorridente ma livoroso. Non mi riferisco a chi tenta e fallisce, loro hanno il mio amore decadente, mi riferisco a chi non tenta nemmeno.

Sono loro che quando cadrai rideranno di te e lo faranno a voce alta così da far accorrere anche gli altri.

Se il successo è il foulard primaverile annodato intorno l’esistenza, la rabbia dei falliti è la mano che stringerà -prima o poi- troppo quel foulard. La rivalsa del fallito è rabbia primordiale unita a volontà di sopravvivenza sopita. E’ la goccia di piacere puro derivato da avversità altrui, goduto da persone che non godendo di gioie proprie si giovano di sfortune altrui.

Il mondo, amici miei, è dei falliti, di coloro che non puntano al casinò, di coloro che non azzardano mai, di coloro che difendono strenuamente una causa finchè non s’imbattono nella prima persona contraria ed allora lasciano perdere ed ingrigiti s’omologano. I falliti veri non tentano e falliscono, falliscono pur di non tentare.

Il mondo è loro, perchè se il successo dura un secondo, il fallimento abulico è una condizione permanente sulla quale costruire solidamente un’esistenza.
Sul fallimento si può tranquillamente programmare l’arrivo il secondo dopo quello che ti consente di capire in che parte vi sia maggior convenienza.

Il mondo è "Maramaldo" che sguainò la spada per colpire un moribondo e sfogare la sua rabbia nella maniera più letale.




categoria: Tag:
commenti: 3 Commenti su La rivalsa dei falliti (popup) | commenti (3)

La simpatia di Ahmadinejad

scritto da Sanfedista il 21 aprile 2009,16:52
E’ più simpatico diciamolo. Non credo che sia stato offensivo o razzista, non stavolta. Ha semplicemente detto con quella faccia un po’ così, metà Clooney metà Kabhir Bedi, che gli Israeliani sono razzisti! E che novità sarebbe? Non capisco chi con sdegno ha abbandonato l’aula, Italia compresa. Mi hanno ricordato quando, giovanissimo, io ed alcuni amici che ci coalizzavamo, giocando a risiko, contro un altro, per l’infantile piacere di vederlo arrabbiare, alla prima sua vittoria in battaglia cominciavamo ad attaccarlo tutti senza senso, fino ad abbandonare immotivatamente la partita.

Questo mi hanno ricordato ieri i politici occidentali, quelli che per partito preso devono essere in disaccordo con l’Iran e alla prima constatazione alzano le mani e se ne vanno.

Entrando nel merito della questione, il leader Iraniano ha pur ragione, Israele è uno stato razzista e teocratico e questo non si può discutere. Basti pensare che è uno stato talmente teocratico che ha nella bandiera il simbolo della religione (come gli stati  islamici) e concede cittadinanza a chi dimostri di essere di religione ebraica, un po’ come il certificato di razza ariana per l’ingresso nelle SS.

Certo l’Iran pure non è la patria del pluralismo, l’Iran nemmeno mi sembra il sogno attualizzato di Voltaire, dico un posto dove l’adulterio è reato capitale ha poca credibilità in un consesso internazionale, eppure se ci piace l’autodeterminazione wilsoniana, dovremmo dire che ognuno ha chi si merita e nessuno dovrebbe immischiarsi, però così non può essere per savriate ragioni ed allora dobbiamo scegliere il male minore per simpatizzare.

Io che in politica estera mi faccio guidare dalla irrazionale prima impressione, mi affido al sorriso sornione di Ahmadinejad, non so, lo preferisco, mi sembra meno paranoico di quelle faccie israeliane, più sul genere "folle consapevole", responsabile, che è sempre meglio che "folle con i missili gentilmenti offerti dagli altri", come Israele che sa che tanto qualsiasi cosa mamma USA paga, e magari pure zia Europa -visti i comportamenti- qualcosa dal borsello lo tira fuori.

Il mio amico del Risiko? No, non è diventato come Ahmadinejad: è un pacifico domatore di gatti, lievemente di sinistra ed alle volte troppo pigro e razionale, valutazioni affettive (massime) le evito per non lambire l’omoerotismo -Dio solo sa quanto ne sono lontano- ma il mio amico, una frase sulla questione mediorientale me l’ha fatta entrare in testa, un giorno mi fa:

"Hai presente Alien?"
"Si"
"Hai presente quando danno l’ordine di alzarsi in volo e nuclearizzare?"
"Non ricordo esattamente ma mi fido"
"Bene, per me questa dovrebbe essere la soluzione per il Medioriente, nuclearizzare tutto, senza distinzione"

Sorrisi…

FINIto.

scritto da Sanfedista il 13 settembre 2008,15:12

"I repubblichini stavano dalla parte sbagliata". G.Fini.

Apro le pagine gialle, cerco alla voce "onoranze funebri", prendo un indirizzo. Scendo prendo l’auto e vado in sede. Il titolare mi sembra persona cordiale, vado dritto al punto. Il catalogo delle lapidi è ampio, da quella classica in pietra tipo marmo a quella in marmo con venature nere ed incisioni in oro zecchino con due fioriere in bronzo, lumini e scultura di angelo ferito.

Decido per una sobria lapide in marmo bianco con incisoni in piombo, scrivo su di un pezzo di carta il nome e le date, firmo 3 moduli (vogliono tutelarsi da eventuali errori di battitura) e pago 595 euro. Mi dice di ripassare nel pomeriggio.

Alle 18 torno, ho indossato un abito scuro per l’occasione, mi fa vedere il lavoro; davvero ben eseguito:

GIANFRANCO FINI:

"uomo che per sete, annegò il suo passato in un presente ammalato".

Mai più un voto.

categoria: Tag:, ,
commenti: 2 Commenti su FINIto. (popup) | commenti (2)

Latinismi.

scritto da Sanfedista il 31 agosto 2008,20:57

…dulce et decorum est pro Patria mori…

E’ bello e dolce morire per la patria.

Orazio (Odi, III, 2, 13).

E’ ancora valido? Il timore è che magari le bocche sono piene di queste frasi, i cervelli ed i cuori pure, ma alla fine chi ne sente il peso reale? Chi più, realmente supera la retorica e decide di dedicarsi con convinzione ad il benessere della Patria, chi storna i rendiconti personali ed accetta il un sacrificio?

Attualizzando, non è più richiesto, per fortuna, donare la vita in senso fisico alla Nazione ma abbracciare queste parole significa mortificare gli appetiti che contrastano con il benessere comune.

La patina melanconica del latino trattiene nei suoi colori antichi quel senso di appartenenza ad un gruppo, ad un sentire comune ad una direzione unica che manca oramai. Ed allora, forse, voltarsi indietro e trarre un pugno di saggezza da chi ha calcato questa penisola prima di noi potrebbe essere non una panacea, ma un piccolo spunto, un piccolo scopo.

Un sorso di vera dolcezza quando le papille, le pupille, offrono un amaro pesantissimo una realtà alla quale non dovremmo poter piegarci.

L’Italia, oggi.

categoria: Tag:, ,
commenti: Nessun commento su Latinismi. (popup) | commenti

I puntini sulle i

scritto da Sanfedista il 14 giugno 2008,16:10

Si diceva:"se non fossi il problema che sei, probabilmente io non ti amerei".

Puntini sulle "i".

Napol"i": sono sempre più un mostro, la mia ex continua a spendere bene il mio nome ovunque, arricchendo la realtà di cose più o meno vere. I bimbi quando passo si fanno la croce, in alcuni ambienti sono LO stronzo per antonomasia. Voto alla situazione 4.

Abitazion"i" roma: Indecisissimo, probabilmente via veneto, tres chic. Voto alla situazione 7-

Altri nomi femminili con la "i" preceduta da consonanti -ah ho scoperto che tutte le mie ex contengono la "i" nel nome- sono equamente divise tra:

"Ho paura che lui mi lasci, hai capito, cioè sono nella situazione in cui amo a mille ma credo che la cosa sia destinata a finire" . Prima ex; ed io comprensivo confessore, cerco di dare un buon consiglio affinchè la sua vita non naufraghi di nuovo. Perchè le voglio bene ed è una persona speciale. voto alla situazione 7+.

"Il mondo è sempre di più una merda, ma alla fine io sto bene, vado avanti e farò una grande strada". Voglio bene anche a questa seconda, e quindi anche se ultimamente non ci si sente molto la penso spesso. voto  alla situazione 7.

"TI ODIO, sei una merda e dovresti portarmi la luna impacchettata in lamine di platino per quello che mi hai fatto". Voto, vedi il primo, le situazioni sono le medesime.

Svanita nel nulla. Allo stato attuale non riscontriamo novità in tal senso, c’è chi asserisce di averla vista in alta uniforme proprio accanto a Bush, chi dice che sia l’amante di Alemanno…insomma brancoliamo in un confuso buio. Voto alla situazione 3.

E qui si chiude la parte dei punti sulle "i". Ripeto non avevo mai fatto caso che il nome di tutte le mie ex contenesse una "i", bizzarria della vita alla quale concedo un bel 8.

Chi mi dice: "tu non lasci, aggiungi!" è davvero fuori strada.

Apriamo il capitolo "ex ragazze future che contengono nel nome la lettera "i"."

Ve ne sono 2.

Prima, diversa dai miei canoni estetici (bionda e con occhi chiari), è spudorata. Io mi disinteresso assolutamente, e va bene così. Voto 6 pieno.

Seconda pugliese bruna. Carina molto, ma chi ha tempo e voglia? Io non ancora. voto 6 pieno.

Insomma inizio ad avere un agenda potenzialmente piena di galanti appuntamenti, ma perchè interrompere le beatitudini? voto all’agenda potenzialmente  piena 9.

Per il resto?

Per il resto sto diventando punto di riferimento di moltissimi colleghi in poco tempo. Il carisma non si compra a porta portese, really tres chic.

Ok, ok, aggiorno poco il blog, signori, non ho il computer!!! Quindi lo aggiorno appena posso.

Frase conclusiva:

"Ricordati che quando peschi servono vermi e canne, non champagne e rolex". Anche se nel mio mondo perfetto un sarago dovrebbe saltare sullo yacht solo vedendo sfavillare il Daytona…cinicissimo, davvero.

La mia felicità è che alla fine le donne sono molto meno superficiali di quanto si pensi, e sono, infondo, straordinari orologi che battono i secondi che ti separano dal prossimo lasso di serenità.

Inventare scuse.

scritto da Sanfedista il 7 giugno 2008,14:33

Le scuse andrebbero selezionate accuratamente. Non sono trasversali, cioè dovremmo cercare di inventare scuse curandoci di chi abbiamo innanzi. Magari una scusa che ha un fantastico successo con qualcuno, pare ridicola per qualcun altro.

Io penso di essere un buon "liquidatore" con scuse varie e di varia natura; ho affinato la mia tecnica in anni di frequentazione con il più bel genere di essere: le donne. Ho inventato scuse perchè la banalità della verità è drammaticamente più semplice di qualsiasi scusa ed io, adorando i percorsi tortuosi, rifuggo dalla verità. Non è stato sempre così, alle volte il mio cinismo mi ha imposto la verità, anche perchè non v’è nulla di più ridicolo dei sentimenti di chi non si ama più e la ridicolaggine mi impone l’essenziale quanto dolorosa verità.

Sono stato anche soggetto passivo (per così dire) di scuse, non troppo spesso, ad essere sinceri, ma quando è successo poche volte ci sono cascato, poichè quando hai a che fare con un cultore della materia devi quantomeno padroneggiare sapientemente l’argomento.

Mi divertiva proporvi oggi un piccolo campionario, per nulla esaustivo, di scuse per mollare qualcuno:

  • E’ un periodo di confusione. (la classica)
  • Non riesco a dare molto in quel senso. (la classica 2)
  • Ho bisogno del mio tempo. (la classica 3)
  • Mi sono reso conto che il tuo amore è maggiore del mio. (la tracotante)
  • Lo faccio prima che lo faccia tu. (la preventiva)
  • Stiamo correndo troppo. (la olimpionica)
  • Sei perfetto e meriti di più. (lo hai capito, finalmente)
  • Andando avanti rovineremmo tutto. (la conservativa)
  • Non sentiamoci per un po’, ti chiamo io. (l’economica)
  • Devo valutare le cose. (l’introspettiva)
  • Non sono preparato. (la scolastica)
  • Funzioniamo meglio come amici. (la scientifica)
  • Ho intenzione di entrare in seminario. (la mistica)
  • MUTISMO GENERALE, per essere mollati. (la confortevole)
  • Siamo diversi, non che io sia meglio. (la cerchiobottista)
  • Fa più male a me. (la delirante)
  • Ho troppo impegni ora. (la manageriale)

Insomma un gran bel campionario, al quale andrebbero aggiunte molte altre. In realtà il 90% di esse nasconde un’insidia: la assoluta falsità.

Posso affermare con buona sicurezza che dietro le precedenti scuse al 50% si cela la presenza di un altro/a, al 20% una irreversibile incompatibilità, al 10% una crisi esistenziale, al 5% la presenza di altri, e il rimanente 5% è reale.

Consiglio finale: se c’è un altro dirlo, saremo duri, forse cinici ma è il modo migliore per liberarsi di una persona salvandoci dall’odio a lungo termine che potremmo generare. Negli altri casi, andate avanti pure così, alla fine generare confusione può spesso tornare utile.

Segue una foto che riassume il concetto di confusione con la sensazione di inculata per essere stati mollati.

Contŭbernālis!

scritto da Sanfedista il 18 febbraio 2008,13:29

De Chirico, Incertezza.

Il titolo l’ho messo al vocativo, per chi ha fatto gli studi classici traduca all’impronta, per chi conosce Seneca pure, i rimanenti non destano in me alcun interesse, quindi possono tranquillamente deviare verso il blog di "Amici di M.De Filippi".

Bene siamo rimasti noi, noi pochi.

L’argomento è aspro, le prossime future elezioni. Siamo alle soglie della campagna elettorale, una campagna che vede una fiamma spenta in un azzurro mare da un lato e dall’altro un finto americano che assume sempre più movenze da afro-americano in corsa per le presidenziali.

Eschilo non avrebbe potuto fare di peggio. Il buon Sanfedista si accingerà ad esprimere la preferenza, fino al cambio di forma di governo ci dobbiamo accontentare di questi mezzi, ma il momento per noi è drammatico.

Su chi apporremo la croce? "In tempi men leggiadri e più feroci si apponevano i ladri sulle croci, in tempi men feroci e più leggiadri si appongono le croci sopra i ladri".

A chi possiamo dare la nostra preferenza? Certo un sinistra bis, se pur mondata e cattolica, non possiamo consentirla, ma la destra ora cos’è? Una dc che guarda a destra! Il centro poi puzza come al solito di palude e siamo troppo giovini per impantanarci, allora? Non se ne esce amici. Io avevo pensato alla destra sociale, non quella picchiaiola ma chi la rappresenta? Ed il voto comunque non andrebbe perduto come il profumo dello zenzero in una fucina?

Illuminiamoci. Stabiliamo chi dovrà essere il nostro referente.

L’astensione la escludo.

Il tarlo mi rode la mente.

Magritte, la memoria.