Curatore critica letteraria.

scritto da Sanfedista il 28 gennaio 2008,14:25

Un piccolo successo; da oggi sono il curatore della pagina di critica letteraria del quotidiano per il quale lavoro…dovrò conciliare i vari impegni ma le passioni non pesano e finalmente potrò stroncare chi scrive libri mediocri per fare incasso. Sì, mi sento un semidio, però la condizione è solo istantanea, tra poco più di due secondi ricomincierò ad avere i piedi per terra ed uscirò dal mio delirio di onnipotenza, ma per ora lo voglio godere. 

"E’ la stampa bellezza e tu non puoi farci nulla".

Un’importante clausola.

scritto da Sanfedista il ,09:59

Restare fermi su di un punto e rimanere annoiati ben presto di difenderlo ma andare avanti ad oltranza…"Abbiamo fatto l’Italia, ora dobbiamo farci le Italiane" avrebbe potuto dire qualcuno con più spirito e meno tracotanza, sarebbe forse andato tutto meglio. Invece no, la trincea era da difendere ad oltranza, fino alla noia.

EEHEHEHEHEHEHEHEHE.

scritto da Sanfedista il 24 gennaio 2008,21:04

Perdo la mia calma il mio "pondus":

Basta con quell’eloquio da curato di campagna e quella faccia da chi è stato appena svegliato di R.Prodi.

Basta con quell’essere criptozoologico di Pecoraro Scanio, un buco con un politico intorno, chi vuol capir capisca…

Basta con T.P.S. min. dell’Economia, le sue tasse smodate le sue affermazioni ardite e i calci nel tesoresco culo che si prende dai bamboccioni.

Basta con Bersani e le sue riforme zoppe.

Basta con i coMMunisti, i MMinistri dei trasporti e le loro proposte balzane sui limiti di velocità…davvero troppo lenti…

Basta con il Real Mastrella, ministro indulgente che ha ridato la LiBBertà a chi aveva scippato, rapinato, vessato, stuprato, ammazzato ed inciuciato, speriamo nella gabbia sua e dei suoi collaterali.

Basta con "noi siamo meglio di voi, noi siamo responsabili, noi non inciuciamo, noi non rammaggiamo, siamo la parte responsabile del paese"; un sentinto vaffanculo, ma non come quello di Grillo, questo è detto con classe, non con rabbia, con un sorriso sarcastico di chi si è appena liberato da una mosca insolente…

Basta con Russo Spena, e i suoi conati comunisti…

Basta con l’anticlericalismo al governo…BASTA!

Infine, magari noi non si è meglio ma a vedere i comunisti, ex o presunti tali, soffrire la goduria è sempre apicale, la soddisfazione è sempre massima…

Se domani passate per Napoli, mandatemi un pvt…vi offro da bere…ora vado al cinema…

Nicht Nacht.

scritto da Sanfedista il 22 gennaio 2008,01:53

vola via

vola via

vola via

vola via

vola via

sopperire al giorno

con cortine di fumo.

e ricerco il tic tac, ma l’elettronica mi falcia

una goccia del lavabo…

no! maledetta idraulica moderna.

il fuoco non scoppietta, il camino non lo ho e

sinceramente

non mi auguro un incendio…

la tv accessa fa il silenzio di una stanza mortuaria

di un’anagrafe comunale la domenica alle 3.

eheh

la tastiera tace, quando io mi fermo, da sola non va avanti

allora scrivo.

vola via

vola via

vola via

vola via

vola via

vola via

(l’enter è diverso, un rumore più incerto, dovrebbe essere il contrario, oppure no?)

le forze sono inspiegabilemente intatte,

i vicini taciturni, eppure speravo in mobili da spostare

in macchine da parcheggiare

in rifiuti da smaltire

in schiamazzi da ubriachi

in gatti innamorati (meglio se sadomaso)

alla notte anche la zia Bice non osa chiamare

dorme la vecchia.

NICHT NACHT, povero me.

Frank Sinatra, il mio cenacolo ideale pt. VIII

scritto da Sanfedista il 20 gennaio 2008,19:00

1915-1998, cantante.

"La sua musica è fatta da deficienti che cantano testi maliziosi, lascivi, per parlare chiaramente: sporchi. Ha finito con il diventare la marcetta di ogni furfante sulla faccia della terra. È la più brutale, brutta, disperata, perversa forma di espressione che io abbia avuto la sfortuna di ascoltare." Frank Sinatra, parlando di Elvis Presley.

Esattamente l’inverso di quello che diceva sulla musica, del pur grandissimo, Elvis si può dire sulla musica di Sinatra. Furioso e carismatico, Sinatra frequentava la mafia americana, la casa bianca, le chiese di Manhattan e il Flamingo’s a Las Vegas. Italiano quanto lo possono essere gli americani, Sinatra è un lucchetto al cuore, uno smoking sporco. La voce fatta di pelle e  dollari, l’occhio azzurro furbo, di chi ancora una volta l’ha scampata bella. Ha fatto, insieme al "Re", la storia di Las Vegas, quando morì furono spente, unica volta nella storia, tutte le luci dello Strip (il celebre corso), poi di nuovo monete tintinnanti e slot impazzite a clebrare i nuovi miliardari per una notte. Il suo sorriso bianco come le striscie della bandiera funzionava di più di un colpo di pistola, il suo stacco finale in my way vale di più di un’assoluzione plenaria al giubileo, non solo ti senti assolto, ma rimpiangi tutte le cazzate che hai fatto nella tua vita…

Catene e blatte.

scritto da Sanfedista il 16 gennaio 2008,14:42

La paura delle catene sta facendo convergere tutte le forze politiche verso don Clemente.

Amarezza per le parole di supporto provenienti dalla cdl, le delusioni che mi regalano sono ormai prossime allo sconforto. Berlusconi, Casini e Fini, una trimurtide che allineata e coperta serra i ranghi contro il provvidenziale operato della magistratura. La maggioranza non la commento, non mi va di rielencare gli infiniti problemi che l’affliggono e che sono dal primo momento sotto gli occhi di tutti.

Stamane il ministro, neanche fosse una damina della misericordia, con la voce rotta dal pianto ha sferrato il suo coupe de theatre, ha puntato sulla famiglia, sull’unità del desco. Quasi piangeva; quasi piangevo io quando hanno rapinato la mia migliore amica e il galantuomo era fresco di indulto, quasi piangevo io quando ho visto monti di merda oscurare il sole, quando per anni il secondo partito della Campania nulla faceva per la regione, nulla; quasi piangevo quando un ministro della giustizia attaccava i magistarti per difendersi…

Vado oltre.

L’udeur in Campania gestisce una amplissima fetta di voti, è il secondo paritito della regione.

L’udeur a mio modesto parere è uno stato medievale, ben suddiviso in vassallaggi. Il partito del Ministro (ex, speriamo), è un caravan serraglio di clientelismi, collusioni e gestioni personalistiche di un territorio che si ritiene essere la estensione del propio salotto. La corruzione nella mia regione è a livelli allarmanti, il sistema di bustarelle trova lo sfogo in una serie di appalti truccati.

Come si trucca un appalto? Bene, l’amministrazione X indice gara pubblica per la gestione delle gelaterie litoranee, pone il "vincolo progettuale", cioè nomina una commissione che analizzerà i vari proggetti e premierà quello migliore. La commissione ovviamente sarà formata da amici di amici e l’appalto andrà a chi è il più amico di tutti. Niente offerte al ribasso, niente certificazioni, niente che possa garantire una qualche trasparenza.

Il compito della magistratura spero sia solo agli inizi, poca luce in tanto spazio; spero che giungano prima degli arresti le dimissioni, anche se l’ipotesi è lata: un parcheggiatore abusivo mi ha confessato stamattina:"Avvocà, si Bassolin se ne va’ o’sparan". Evidentemente il legame è forte e la posta in gioco è massima, si può solo rilanciare, il tavolo non può essere abbandonato.

Extra omnes! Partiamo da Mastella.

scritto da Sanfedista il ,11:30

Faccio un intervento rapido quanto, per questo blog, inusuale. Ma la trepidazione è tanta ed il sorriso incontenibile.

Mastella, il gran muftì del paludismo politico, si è dimesso. Hanno arrestato Donna Lonardo, la moglie.

Non so se il governo cadrà, non so se la magistratura sta preparando un colpo di Stato, non so se Mastella è vittima di un complotto o carnefice di una nazione.

So solo che oggi allo studio il caffe lo offro io e tutti sospetteranno il perchè.

Mi riservo di trattare la cosa in un intervento più approfondito e alla luce di tutte le dichiarazioni.

Habemus libertas.

scritto da Sanfedista il 15 gennaio 2008,23:40

Caravaggio, Martirio di S.Matteo, Cappella Contarelli della chiesa di San Luigi dei Francesi, Roma.

Perchè il Papa ha errato nel rinunziare ad andare all’università "La Sapienza" e perchè le firme contro la sua visita sono un atto di codardia.

Il sottotitolo è un preludio allo sconforto che trasparirà nelle mie parole.

Siamo innanzi ad un paradosso: persone che in nome di una libertà impediscono ad altre di manifestare le proprie idee. Cattedratici e studenti, studiosi, che prediligono la chiusura rispetto all’apertura, che si premurano di raccogliere firme per impedire l’espressione di pensieri. La sapienza, non è questo. La sapienza è confronto, anche violento, di contrapposti per arricchire le conoscenze. La gravità dell’atto non sta nell’azione ma nella fonte. Che un gruppo di giovani atei non voglia il Pontefice nel loro club è cosa normale, che un gruppo di tamburini della conoscenza impedisca la presenza di uno studioso è fatto raccapricciante. Dico studioso, perchè fino alla prova contraria la teologia è una materia su cui hanno speculato le più splendide menti della storia del pensiero: Tommaso D’Acquino, S.Agostino e tutti gli altri che si siano cimentati nella definizione di un’ente morale superiore, sono studiosi e filosofi, proprio come un Pontefice. Altresì grave è la manifestazione di un sentimento così aspro nei confronti di un rappresentante di una religione.

Il relativismo in Italia sembra scaraventarsi solo contro una parte. I cattolici, per una certa intellighenzia, sono alla stregua di feroci ciarlatani ed appaiono come pericolosi esseri portatori di superstizioni.

Il ridicolo è che gli scienziati, atei per professione, sono religiosi ed integralisti più dei cattolici. Il mio buon vecchio sacerdote rispondendo ad una mia domanda mi disse che nella beatitudine c’era posto anche per i non credenti, se avessero condotto una vita non lesiva dei diritti altrui.

La scienza condanna la religione, in particolare quella Cattolica, perchè non scientificamente dimostrabile. Aspetto con ansia la dimostrazione, da parte di questi moderni positivisti, della NON esistenza di Dio che è il fondamento della loro religiosità.

In uno Stato che si professa laico dovrebbe essere garantito ad un filosofo poter liberamente proporre le proprie idee. In uno Stato laico, i diritti dei molti dovrebbero trovare la stessa tutela che trovano i diritti dei pochi.

Gli intellettuali, dov’è l’intelletto(?), dovrebbero difendere tutte le religiosità non solo la loro, dovrebbero preservare non solo le libertà dei pur vessati curdi, dei poveri rom, ma anche i diritti dei pericolosi cattolici.

I socialisti del pensiero si sono arenati fragorosamente sulla loro distorta visione di tolleranza unilaterale. Proprio in virtù della libertà, poi, avrebbero potuto non prendere parte alla visita del Papa, ma garantendo a chi fosse stato interessato il diritto ad ascoltare. Questo non è avvenuto, si è cercato di raccogliere consensi per impedire  a tutti di poter scegliere.

Dove ha sbagliato la Chiesa? La Chiesa ha sbagliato nella rinunzia.

La Chiesa aveva il dovere di tener fede alle aspettative di chi era interessato alla visita, la Chiesa doveva partecipare per dimostrare la vicinanza a chi aveva creduto in quella manifestazione.

Il problema è, però, più ampio; capisco che farsi "agnello tra lupi" è uno dei massimi precetti cristiani, ma Cristo disse anche "Non pensate che io sia venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a mettervi la pace, ma la spada." (Mt. 10:34-39).

La questione, secondo il pensiero di un "Umile lavoratore della vigna del Signore", me, è che la Chiesa di Roma stia perdendo la sua necessaria spinta rivoluzionaria e combattiva, non sono un "dolciniano" (leggete la interessante storia di Fra’Dolcino) ma credo che oggi sia ancor più necessario accettare delle sfide e combatterle alacremente, difendersi strenuamente dagli aggressori; farsi un po’ più lupi in un mondo di lupi, giusto per far sentire ai fedeli, gagliarda, la propria presenza, giusto per attizzare un fuoco che via via va assopendosi.

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Di nuovo sole.

scritto da Sanfedista il 14 gennaio 2008,14:09

Ha piovuto tanto, forse troppo in questo periodo. Ha piovuto sulle buste sparse, sui titoli di giornali, sulle affermazioni degli altri italiani: quelli del nord che hanno scaricato qui i rifuti tossici per anni ed ora non li rivogliono e su quelli del sud che per anni li hanno raccolti senza opporsi e che ora vogliono renderli. Ha piovuto sulla gente manifestante in frotte che si è spenta, poi, alla prima goccia. Ha piovuto su di noi in giacca e cravatta, che corriamo via alla prima acqua, neanche fossimo fatti di zucchero. Ha piovuto sull’asfalto, sulle ruote che calcano la terra, sul vesuvio che sonnecchia e che ci ricorda che i giorni non sempre potranno essere tutti ugali. Ha piovuto su S.Gennaro, che fa il miracolo e fa sciogliere il sangue; se si è sciolto anche quest’anno correrò via da qui con tutte le mie forze quando resterà grumo, non immagino sventure peggiori.

Oggi è il sole sfacciato, che secca, che infrange sul litorale. Io dal mio luogo penso ad altro, compro quattroruote e mi decido a cambare automobile, questa la consolazione che il sole oggi mi offre.

Dovere è potere.

scritto da Sanfedista il 9 gennaio 2008,15:31

Quando continuando a camminare lungo il sentiero lamellato d’oro giungerai finalmente a Lui ti renderai conto che il percorso a nulla è valso.

Te lo diceva la mamma:"non ne caverai nulla di buono". Ma tu non le davi ascolto. "Non mi interessa", pensavi. Ehehe, il menefrego, però, è fatto per uomini di altra pasta.

Piede dopo piede e passo dopo passo il tuo glorioso miglio veniva alla luce. Le uscite di sicurezza avevano la lampadina fulminata e nel fumo non trovavi la via brillante. Come un ciondolo sopra l’oscuro non riuscivi nemmeno a leggere le didascalie dell’anima, le istruzioni erano complicate e la cautela non t’appartiene. La voracita nella grotta premia. Questo ti ripetevi. L’ossessione si era fatta passione, in una caravan serraglio le catene non sono lasche, ma coi polsi consumati le mani non fanno male, e se i legamenti sono forti si sopporta anche un consiglio corretto, per quanto male possa fare.

Lungo la strada, prendedo la scorciatoia, si incontrano i visi conosciuti, i viandanti, li ammaliasti e da quel giorno ti seguono ancora. I ratti serrano la solidarietà quando si tratta di desinare, tu imparasti da loro.

Comandante di un esercito fatto con le tue forze, costruito come un labirinto, con la perizia di Dedalo e la immaginazione del Notaio Ciappelletto. Sollevarti dal magma che incide le nostre terre, sorridere come se si fosse sempre statua da presepe.

Governare il tuo drammatico impero, il tuo premio, il frutto del tuo volere. Se non si leggono le istruzioni però l’impero si consegna alla Patria bagnato di sconfitta e disprezzo.

"Volere è potere, un passo dopo l’altro, volere è potere, che me ne faccio dei consigli." Te lo ripetevi nelle lunghe notti in cui la democrazia marcia ti consegnava la forza; muovevi un popolo, eri il fulmine che cadde quella notte sul corpo del mostro.

Se avessi avuto cautela avresti forse trovato il tuo Oz, uomo di latta, e con esso l’orologio. Leggendo le parti piccole, avresti forse capito che in realtà la visione corretta della vita pubblica è Dovere è potere.

Ora scappano anche i topi dalle fiamme ed è tardi per il tuo "I’m sorry mama".

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