Consigli.

scritto da Sanfedista il 17 febbraio 2009,10:39

Io vorrei che si leggesse la poesia. Ho letto più poesia che prosa e sono convinto che se la prosa nasconde in se l’arte dell’esistere la poesia cela il senso del dubbio sull’esistere. E’ un confine molto labile ma significativo. Ne parlavo ieri sera prima di cena. Mi sono tornati in mente i vari, Gozzano, Marinetti, Boito, Camerana e Caproni. Non che io ultimamente mi dedichi ai simposi letterari, stasera ammettendo un mio vulnus mi getterò spudoratamente nella serata sanremese, però credo che se si leggesse una poesia ogni tanto, senza impegno, potremmo ampliare di un po’ la nostra prospettiva e magari spiegare con parole di altri quello che ci piacerebbe dire di noi. Non è poco.

Il mio verso preferito è questo:

là dove il riverbero più cuoce / e il nuvolo s’abbassa, oltre le sue / pupille ormai remote, solo due / fasci di luce in croce. / E il tempo passa.

Montale, Mottetti, XIX.

Ma vi consiglio pure di leggere "Lezioni di Anatomia" di Boito -sorprendente- e "Il mare brucia le maschere" di Caproni, anzi questa l’aggiungo concludendo, poi fatemi sapere.

 

Il mare brucia le maschere,
le incendia il fuoco del sale.
Uomini pieni di maschere
avvampano sul litorale.

Tu sola potrai resistere
nel rogo del Carnevale.
Tu sola che senza maschere
nascondi l’arte d’esistere.


Giorgio Caproni

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