un tuffo al mare

scritto da sanfedista il 15 aprile 2013,18:51

Qua a Napoli è esplosa la primavera. Quando arriva la primavera tutti si è abbastanza indifferenti. Quasi infastiditi. La attendiamo sempre un po’ prima. A Napoli anche se la primavera arrivasse a dicembre diremmo “l’anno scorso è arrivata a novembre” oppure “dopo tutta questa pioggia ci mancava pure che non arrivasse”. Oggi giravo per il lungomare e c’erano alcuni ragazzi sugli scogli, uno si è spogliato e si è tuffato. Così naturalmente che per qualche secondo ho pensato di farlo anche io. Però poi mi sono guardato intorno e mi sono accorto che non c’erano compagne di classe da sedurre con un gesto guascone e quindi ho desistito. Io sono un tipo autunnale, la primavera mi turba anche perchè le cose più stupide della mia vita le ho sempre fatte in primavera. L’autunno è meglio perché te lo godi dato che poi arriva l’inverno. La primavera invece è una forma blanda dell’estate. Forse è una stagione che piace fino ai 20 anni. Si la primavera, secondo me, piace fino a quando hai 20 anni o stai all’università, poi diventa lo sfogo di una rabbia e la accogli con sufficienza. Però il castel S.Elmo come era bello stamattina, visto da via Cesario Console. Tutto definito contro il cielo, sorridente come può essere un castello.

 

 

 

ballon d’essai, Doppelgänger, opimo

scritto da sanfedista il 9 aprile 2013,11:48

E’ un periodo in cui mi sento perseguitato da me stesso. L’ombra è una iattura in realtà, perché seguendoti ti ricorda costantemente che ci sei. Il me stesso è ingombrante, opimo per l’appunto, e non sono io. Io non vivo con me vivo con un mio gemello martellante che fa della sua vaghezza la sua forza. Non mi risponde a quasi nulla e quando lo fa è solo per sondare, come un ballon d’essai, ipotetiche strade dagli esiti assolutamente incerti. Sarà che non ho fratelli, sarà che quindi non c’è confronto con un consanguineo coetaneo. Ma la mia ombra mi fa inciampare. Com’è l’altro? L’altro sono tutti i me che non sono come me ora. Questo mi ricorda di come la nostra personalità la possiamo descrivere più facilmente con le negazioni. Cosa non siamo è più definibile di ciò che siamo in un dato momento. Ma è molteplice poichè non siamo molte più cose di quelle che siamo. Questo innegabilmente ci porta turbamenti. Le cose che siamo usciranno sempre sconfitte dalla cose che non siamo, fosse altro che per il numero di possibilità che avremmo. E’ un discorso labilissimo, in cui però secondo me si cela il segreto della felicità. Non inciampare nella nostra ombra, conviverci, ci permette di alleviare di un po’ il lavoro del cervello che macina costantemente ipotetiche strategie per condurci verso altro. Mille strategie. Porte che aperte conducono a biforcazioni, che sommandosi prendono la sembianza di quei giochini con la pallina, in cui nel momento in cui la lanci non sai quale strada prenderà. Puoi solo lanciarla troverà poi lei una strada verso il premio o verso il buco. Rivalutando la passività, il fato e diminuendo la consapevolezza di se e delle possibili scelte, possiamo forse essere più felici. Non saremo mai infatti in più luoghi contemporaneamente ed allora far scegliere agli eventi può essere medicamentoso. Proseguire come la pallina il proprio percorso, evitando poi bilanci è forse uno dei migliori metodi per vivere la vita. Gli eroi romantici sono morti, l’autodeterminazione pure, navigare contro vento per arrivare forse in un luogo dove essere più felici? Investiamo lo sforzo per essere felici qui ed ora, a favore di vento.

 

 

 

fine w/e

scritto da sanfedista il 10 febbraio 2013,19:45

Uscire dal w/e, è sempre come risvegliarsi in un posto diverso da quello in cui ti eri addormentato.

Riflettevo poi stamattina di quanto parliamo con noi stessi. Cioè io continuo a parlare con me. Un dialogo con me infinito. Mi pongo delle domande e il mio cervello risponde. E’ strano come procedimento perchè le risposte dovrebbero essere già contenute nel cervello. Quindi non dovremmo porci le domande perchè le stesse domande sono solo un artificio per dare modo al cervello di comunicarci quello che già pensa, e che quindi già pensiamo noi. no? Cioè lo stesso cervello che fa le domande è quello che poi ci risponde. Mentre noi ci rivolgiamo a lui come se fosse un’ente differente, quasi ci rechiamo in maniera immaginaria da lui. Ci vediamo magari che apriamo una porta e lo consultiamo.
Non so perchè al posto di farci domande e darci risposte non ci diamo direttamente le risposte. Deve essere una sorta di difetto dell’essere umano. 
Un problema a cui forse l’evoluzione ovvierà in qualche modo.
Magari tra mille anni ci risponderemo e basta senza bisogno di farci in testa le domande per agevolare la risposta. Anzi reagiremo agli impulsi esterni direttamente con una risposta, senza chiedercelo, senza porre in atto questa clamorosa farsa. Il cervello valuterà autonomamente le opportunità e ci suggerirà quella più vantaggiosa. Senza tutto il procedimento, la pagliacciata.
 
Gli schizofrenici a questo punto credo siano quelli che sono davvero convinti che il cervello sia “altro” e non parte di noi. Quelli che portano ad estrema conseguenza questo procedimento. Forse sono più puri di noi. Forse solo un passo evolutivo dietro di noi. E noi saremo gli schizofrenici del domani.
 
 
 
 

 

c’era una volta

scritto da sanfedista il 6 febbraio 2013,22:56

ed il fumo che sale da chissà quale

sigaretta,

un camposanto di mozziconi tra i denti schiacciati

100 becchi gialli riposano in groviglio

e se non scorgo quello che ancora si consuma

per me ardon tutti in unico giaciglio

e ci impazzisco, vi assicuro,

vorrei riveder per un istante sotto la bragia

il diamante che brilla,

il carbone rossastro,

la scintilla

di quell’ultimo tiro

che tanto m’appartiene da non sopirsi mai

che va’avanti a strinare distante dalle mie labbra,

come un urlo che caldo di fiato

non si raffredda in lontanaza

ma continua a vibrare

 

 

 

 

 

 

“tous le bateaux vont à l’hazard pour rien”.

scritto da sanfedista il 7 gennaio 2013,18:58

Parlavo mio nipote di 4 anni, gli facevo notare che giocare in quel modo non aveva senso. Mi ha guardato e mi ha chiesto serissimo “cosa ha senso?”. Ho sorriso e gli ho risposto “tutte le prime volte e tutte le ultime nei ricordi”. Ho risposto a me in realtà.

 

 

 

 

 

 

 

 

Merry Christmas Mr.Lawrence

scritto da sanfedista il 24 dicembre 2012,16:03

Ci siamo, a Napoli l’atmosfera è ovattata e stranamente pacata. Ultimi regali e via verso la notte di Natale o del Sol Invictus o di Mitra. Insomma una notte comunque speciale. Auguri a tutti. Il titolo è quello del film must della notte di Natale. Da vedere assolutamente da soli…mentre tutto il resto è rumore.

 

 

Programma per domani fine del mondo

scritto da sanfedista il 20 dicembre 2012,17:03

Ore 4,30: solenne veglia nella Cappella di San Gennaro con distribuzione sul sagrato ombrelli antimeteorite ad opera di solerti cingalesi. Spesa: 38 E di ombrello (volevano 45) e 250 di donazione obbligatoria alla chiesa per il Pass: Paradiso All Inclusive Silver; “Prenota ora, salti la fila, soft drink in omaggio e una cena di gala al tavolo del Signore)

Ore 6,00: Ultima sfogliatella. Spesa: 295 euro, senza scontrino

Ore 7, 23: Acquisto di Porsche

Ore 7,34: Tappa a Roma Montecitorio, flash mob con una 7,65 semi automatica. 

Ore 9,00: rientro a Napoli

Ore 10,46: Sosta al Mc Donald sull’autostrada. Mi faccio friggere anche lo scatolo del panino

Ore 12,00: End of the world brunch. Organizzato dai miei soliti irriducibili amici. Tartine secche e struffoli troppo grandi per i miei gusti

Ore 15,09: Amichevole Last Day: Napoli vs Vecchie Glorie del Calcio Irpino. Esosissimo prezzo del biglietto da parte della società. 786 euro per un posto nei distinti. Giocano le riserve, tipo quelli che fanno la Uefa. Aronica attacante e il terzo fratello Insigne centrale di centrocampo. Risultato zero a zero

Ore 17,01: Lavo la Porsche

Ore 17,23: comincia a piovere

Ore 17,24: riguardo la Paradiso All Inclusive Silver Card, nel dettaglio mi soffermo sulle condizioni contrattuali

Ore 17,25: Incomincio serenamente a sagrare i santi per la pioggia

Ore 19,11: Via Crucis neocatacumenale che si sovrappone a “We have a BIG problem”. Parata Gay, e trans…rissa generale e poi amori promiscui.

Ore 21,33: Cena in famiglia, metto il metallo nel microonde (ihihihi)

Ore 22, 34 : Vedo l’astronave del Papa che lascia il pianeta. Mia nonna mi dice “guarda il pontefice benedice dall’oblò” a me sembra che ci mandi a fanculo compiaciuto con il gesto dell’ombrello. Non lo dirò alla nonna.

Ore 22,41: doccia, mi asciugo i capelli mentre Giacobbo su Voyager, salta eccitato come una scolaretta indicando il primo asteroide. Trattasi in realtà di Bengala di segnalazione di buontempone. Troppo tardi, Giacobbo ingerisce pillola di Cianuro e muore schiumando in atroci sofferenze

Ore 23, 57: Accendo sigaretta e preparo Martini

Ore 00.12: Arrivano i Maya, scusandosi per il ritardo ma portano mazzo di fiori

Ore 00,13 fino 1,45: discorsone maya circa l’opportunità della fine del mondo

Ore 1,46: Renzi propone primarie. I maya lo fanno scoppiare come pop corn

Ore 2,00: con ritardo si procede alla fine del mondo.

Ore 2,05: Qualcosa non funziona i Maya non hanno fatto la revisione all’asteroide che fa fetecchia

Ore 2,06: silenzio imbarazzato, i Maya si consultano

Ore 2,07: la Meloni propone primarie. I Maya la fanno saltare come pop corn, dopo averla però imburrata…

Ore 2,21: I maya desistono e ripartono, con sommo sgomento di noi tutti

Ore 2,23: Si tirano le somme. Giornata tutto sommato positiva. Non avrà vinto il pluralismo certo ma intanto è morto Giacobbo e il Papa è in rotta di collisione con il Sole causa certezza da parte del Navigatore Made in Vaticano che il Sole, secondo la sua orbita intorno alla terra al momento del passaggio del PapaRazzo non si fosse trovato lì. Risatina compiaciuta di Galileo e Copernico.

 

 

Cucina Cajun – sono come un Turducken

scritto da sanfedista il 12 dicembre 2012,18:36

Il piatto in oggetto è un tacchino (turkey) ripieno di anatra (duck) a sua volta ripiena di pollo (chicken) a sua volta ripieno di pan grattato salse e spezie. E’ tipico della cucina Cajun, o creola, ovvero quella che si consuma prevalentemente in Luisiana, un mix di cucina francese e africana.

Le pressioni nella vita ci fanno diventare ripieni di ripieni ed alla fine difficilmente riusciamo a ritrovarci, ad addentare la pastella. Dobbiamo invece provare ad assaporare l’ultimo ripieno.
Con la bocca bofonchiante voglio consolarmi dell’ultimo premio, gustando tra me e me, la porzione di vita dipinta ad acquaforte e non degradata a paesaggio pittoresco autunnale inzuppato sul foglio con tenue acquerello. Ma la follia è una sottile e delicata membrana che separa la consapevolezza ordinaria dalla iperconsapevolezza. E’ delicatissima, Dio però non gioca ai dadi e ci consente quindi di fermarci, se lo vogliamo, un secondo prima dell’ultimo boccone dell’ultimo ripieno, quello oltre il quale non c’è più nulla. Quello che se morso, ci lascia a bocca ormai vuota a contemplare quello che è assente. L’estrema consapevolezza, quella che ci rende tutto più chiaro solo per un istante prima che poi diventi tutto nebuloso e fioco per sempre. Vi siete mai chiesti perchè i folli abbiano la bocca sempre aperta, non è stupore, è il vuoto lasciato dall’ultimo boccone.

 beyond-bacon-turducken

 

suona un po’ come il mammasantissima che arriva per il pizzo…

scritto da sanfedista il 6 dicembre 2012,16:29

 

Ma tant’è…

Faresti bene a stare attento, faresti bene a non piangere
Faresti meglio a non immusonirti, ti spiego il perchè:
Babbo Natale sta arrivando in città
Babbo Natale sta arrivando in città
Babbo Natale sta arrivando in città

Sta preparando una lista, la controlla due volte
Scoprirà di chi è la figliola a cui fai la corte
Babbo Natale sta arrivando in città
Babbo Natale sta arrivando in città
Babbo Natale sta arrivando in città

Ti vede mentre stai dormendo
Lo sa se sei sveglio
Sa se tu sei stato cattivo o buono
Quindi è meglio che tu faccia il bravo, per l’amor di Dio
Meglio che tu faccia il bravo, per l’amor di Dio

Faresti bene a stare attento, faresti bene a non piangere
Faresti meglio a non immusonirti, ti spiego il perchè:
Babbo Natale sta arrivando in città
Babbo Natale sta arrivando in città
Babbo Natale sta arrivando in città

Ti vede mentre stai dormendo
Lo sa se sei sveglio
Sa se tu sei stato cattivo o buono
Quindi è meglio che tu faccia il bravo, per l’amor di Dio
Meglio che tu faccia il bravo, per l’amor di Dio

Faresti bene a stare attento, faresti bene a non piangere
Faresti meglio a non immusonirti, ti spiego il perchè:
Babbo Natale sta arrivando in città
Babbo Natale sta arrivando in città
Babbo Natale sta arrivando in città

 

 

 

 

Ricorda, ricorda il 5 novembre

scritto da sanfedista il 5 novembre 2012,18:48

 

 

 

Non vedo perchè questo giorno debba essere dimenticato, sopratutto oggi.