Santi Latitanti

scritto da Sanfedista il 4 novembre 2010,23:22
Capisco la straordinaria amministrazione: la lava, l'eruzione.
Capisco dei popoli l'evangelizzazione, cadere da sella – è la vocazione -.
Capisco il miracolo settembrino, il plasma la folla, il fazzolettino
Transigo su scippi, rapine, su mala, munnezza e la Tarsu
Ma poi mi dico: "Gennaro mio, San Paolo di Tarso,
che su queste cose girati di spalle mi sembrate ogni volta
gettatela or tanto uno sguardo alla porta.
Non è un gran portone, contiene un po'd'erba…
Evitateci, in perfida Albione, figure di merda".



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Io sto con Terzigno

scritto da Sanfedista il 23 ottobre 2010,18:51
Capisco la polizia, sono di destra estrema, capisco pure quelli che dal nord continuano a mandare strali e polemizzare, sono stronzi. Ma voi capite quelli di Terzigno, non difensore destro o sinistro alla brasiliana, il comune. Che con una bella discarica gliene stanno facendo aprire un'altra. E che cazzo un po' per uno, no? Per il resto la volgarità delle immagini è paragonabile alla volgarità delle intenzioni dell'amministrazione. I giornali un pianto. Chi protesta in Italia, chiunque, ha sempre torto ormai. Nessuno più manifestare. Quando lo si fa, gli altri fanno a gara per prendere le distanze? Ma che paese siamo diventati? Guardate la Francia, mi duole l'esempio, ma i giovani, i giovani manifestano contro la riforma delle pensioni. Questa è coesione, questa è solidarietà sociale. Pecore e dovremmo essere tigri.



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…non nascondo una certa commozione…

scritto da Sanfedista il 13 marzo 2010,17:37

…ho visto questo video, no, non è nulla è solo un moscerino che mi è entrato nell'occhio.

Spigolature.

scritto da Sanfedista il 29 novembre 2008,17:11

Si è tolto la vita l’ex assessore del Comune di Napoli Giorgio Nugnes, 48 anni del Pd, coinvolto nell’inchiesta della procura partenopea sugli scontri avvenuti nel quartiere di Pianura, nel gennaio scorso, durante le manifestazioni antidiscarica.

 

 

Chi va’ per questi mari…

martiri moderni, il buon Saviano e la suprema mediocrità

scritto da Sanfedista il 14 ottobre 2008,18:30

Io sapevo che il martire è colui che sacrifica la propria vita per una causa meritevole e massimamente condivisa.

Pensando alla frase e collegandola allo scrittore d’inchiesta (sic) Roberto Saviano, i conti non mi tornano. Eppure l’ho riletta, ma c’è qualcosa che non gira nel paragone. All’inizio pensavo si trattasse della "causa meritevole", ma poi no, la causa meritevole ci sarebbe pure: chi potrebbe mai opinare che la produzione di un bestseller non è causa meritevole? Poi ho pensavo alla "condivisione", pure quello ci sta: effettivamente il moderno bardo delle malefatte camorristiche ha portato avanti un’opera didascalica; ha fatto conoscere al resto del mondo come si vive in alcuni lembi ai confini dell’impero.

Non mi sono dato per vinto. L’ho trovata: la cosa che stride tra la definizione di martirio e Saviano è il fatto che il secondo è ancora in vita.

Sì: vita era la parola che m’ingarbugliava la mente. Perchè, diciamocelo, per essere martire devi essere morto; è una imprescindibile condicio sine qua non.

Poco male: la camorra, i clan, vogliono ora rimediare e dare a tutti noi la soddisfazione di un nuovo martire. Continuando, diceva qualcuno: meglio un coglione vivo che un martire morto. Non fa per me, i coglioni sono due, due sono quelli utili, gli altri sono in esubero. I martiri servono vivi, lo so non sarebbero più martiri, ma a chi importa?

Saviano con la sua opera, mal scritta e mal romanzata da atti processuali, ha però compiuto un altissimo servigio alla Nazione: ha dato una faccia a chi combatte la camorra, ha creato un’icona, un Falcone, un Che Guevara, un personaggio con cui identificarsi quando la morsa è stretta.

Non penso che il romanzo Gomorra sia un’opera letterariamente pregevole, anzi credo sia un’operazione del peggior marketing alla "cavalchiamo la tigre", ma nemmeno il Mein Kampf era scritto bene o proponeva nuove soluzioni eppure quante coscienze ha smosso.

Gomorra è un catalizzatore di speranza, è il volto ad un sentimento, un riflettore acceso nel buio della notte.

Saviano con la sua creatura è riuscito a porre una bandiera alla quale rivolgersi. Non rileva se scrive bene, se le cose che dice sono esatte, ci interessa che sia riuscito a creare una figura da contrapporre all’eroe cattivo. Proprio come Falcone e Borsellino, e non importa che i due magistrati lottavano attivamente e con successo, importa che erano divenuti un simbolo, come Saviano.

I tempi che corrono sono quelli che sono. Non vedo Maradona, non vedo Fellini, non vedo Picasso e non vedo Kennedy ma non vedo neppure Montale, e allora teniamoci stretti le nostre stelle polari di serie B. Perchè se di mediocrità bisogna vivere che si viva di suprema mediocrità, se a Marlon Brando si sono sostituiti i tronisti ben venga che a Borsellino si sostituisca Saviano. Ben venga che ci sia ancora qualcuno che porti la tiara del martire, di poliesteri magari ma quanto ne abbiamo bisogno…

oops forse è più indicato questo…

…quando c’era lui i treni non erano vandalizzati.

scritto da Sanfedista il 3 settembre 2008,01:05

Il sottobosco della umanità non esita a proporre bestialità. Per qualche secondo ho sperato in una sciagura ferroviaria. Sonnecchiando immagnavo il titolo.

"TRENO DI TIFOSI DERAGLIA, LA SOCIETA’ CIVILE SI INTERROGA: CHI LI PIANGERA’?".

Ma mio caro amico la cosa è andata diversamente. Un nutrito -non sparuto, come rettifica qualcuno- gruppo di omuncoli, salito su di un treno per seguire la beneamata trasferta decide di arrecare danni al convoglio per cinquecentomila euro, leggasi un miliardo di lire. Bene, il divertimento si fa compassione quando qualcuno suggerisce che gli animi erano tesi causa ritardo di 2 ore.

Rido perchè prendo spesso il treno e ricordo distintamente quando in partenza da Napoli per Roma mi fu annunciato che il treno che attendevo viaggiava con 180 minuti di ritardo. Beh, segendo il discorso dei paladini del tifo avrei dovuto imbracciare l’automatica e freddati tre o quattro controllori, impossessarmi di convoglio postale e marciare su Roma entrando in Termini come neanche il Duce a Tripoli mentre brandiva la spada dell’islam.

Non regge. Semplicemente non v’è giustificazione alcuna per chi s’impossessa con la forza di un mezzo di trasporto statale, e quindi ad uso della comunità, e non pago arreca ingenti danni.

Tifo Napoli, sono un Napoletano, ora ahimè in esilio forzato, ma credo che la risposta da parte dello Stato non dovrebbe limitarsi alla sacrosanta restrizione alle trasferte per tutta la stagione ma dovrebbe contemplare l’ipotesi di pagamento per il risarcimento dei danni arrecati a carico di chi ha compiuto lo scempio.

Certo, ci dovrebbe essere il carcere, ma chi ci crede più? Chi crede più in un luogo che non ha cancelli ma porte girevoli?

De Neapolis versus Olisippo.

scritto da Sanfedista il 29 agosto 2008,15:21

Non ho mai scritto su una delle corde che mi lega stretto alla mia città: l’amore per il Calcio Napoli.

Non ho mai scritto perchè sul calcio non ci rifletto, il calcio lo vivo intensamente per novanta minuti, è un transito emozionale che mal si tramuta in pensiero ordinato, come dovrebbe essere un intervento su un blog.

Oggi eccedo. Il Napoli ricomincia a prender posto su prati degni, il ciuccio zampetta, scalcia e raglia, nuovamente, in ampli foraggi. Il sorteggio con il Benfica, la squadra più titolata di Portogallo, è forse infausto ma mette il Napoli immediatamente innanzi alle proprie responsabilità.

I sussulti ci sono tutti: il davvero mitico stadio "Da Luz" sacrario sporitvo e ultimo teatro del grande Toro, la squadra lusitana, schiera di giovani ed esperti campioni, l’entusiasmo dei vesuviani e la voglia dei tifosi di buttare finalmente l’abbonamento al cinema, perchè il mercoledì c’è di meglio da fare.

Il fado, il baccalau, i tram e quant’altro poco ci riguardano, non siamo turisti non siamo quelli che arrivano da Napoli con valigie di cartone cariche di sogni. Il Napoli ha il dovere di arrivare a Lisbona in buisness class, con il taxi prenotato e l’albergo cinque stelle, è noblesse oblige, è il blasone che lo impone.

Con la speranza che il Pocho punga più di Suazo, che Cannavaro faccia sentire gli anni a Rui Costa e che Aimar e Di Maria siano intimoriti un po’da quella N che era medaglia sul petto di conterranei idoli, auguro al mio Napoli sì la vittoria, ma soprattutto la serenità di chi è appena tornato a casa dopo un brutto viaggio….

 

Chiudo augurando alle altre italiane, ovunque nel mondo, di dedicarsi fruttuosamente ai rispettivi impegni.

                                                                                    

 

 

 

 

I puntini sulle i

scritto da Sanfedista il 14 giugno 2008,16:10

Si diceva:"se non fossi il problema che sei, probabilmente io non ti amerei".

Puntini sulle "i".

Napol"i": sono sempre più un mostro, la mia ex continua a spendere bene il mio nome ovunque, arricchendo la realtà di cose più o meno vere. I bimbi quando passo si fanno la croce, in alcuni ambienti sono LO stronzo per antonomasia. Voto alla situazione 4.

Abitazion"i" roma: Indecisissimo, probabilmente via veneto, tres chic. Voto alla situazione 7-

Altri nomi femminili con la "i" preceduta da consonanti -ah ho scoperto che tutte le mie ex contengono la "i" nel nome- sono equamente divise tra:

"Ho paura che lui mi lasci, hai capito, cioè sono nella situazione in cui amo a mille ma credo che la cosa sia destinata a finire" . Prima ex; ed io comprensivo confessore, cerco di dare un buon consiglio affinchè la sua vita non naufraghi di nuovo. Perchè le voglio bene ed è una persona speciale. voto alla situazione 7+.

"Il mondo è sempre di più una merda, ma alla fine io sto bene, vado avanti e farò una grande strada". Voglio bene anche a questa seconda, e quindi anche se ultimamente non ci si sente molto la penso spesso. voto  alla situazione 7.

"TI ODIO, sei una merda e dovresti portarmi la luna impacchettata in lamine di platino per quello che mi hai fatto". Voto, vedi il primo, le situazioni sono le medesime.

Svanita nel nulla. Allo stato attuale non riscontriamo novità in tal senso, c’è chi asserisce di averla vista in alta uniforme proprio accanto a Bush, chi dice che sia l’amante di Alemanno…insomma brancoliamo in un confuso buio. Voto alla situazione 3.

E qui si chiude la parte dei punti sulle "i". Ripeto non avevo mai fatto caso che il nome di tutte le mie ex contenesse una "i", bizzarria della vita alla quale concedo un bel 8.

Chi mi dice: "tu non lasci, aggiungi!" è davvero fuori strada.

Apriamo il capitolo "ex ragazze future che contengono nel nome la lettera "i"."

Ve ne sono 2.

Prima, diversa dai miei canoni estetici (bionda e con occhi chiari), è spudorata. Io mi disinteresso assolutamente, e va bene così. Voto 6 pieno.

Seconda pugliese bruna. Carina molto, ma chi ha tempo e voglia? Io non ancora. voto 6 pieno.

Insomma inizio ad avere un agenda potenzialmente piena di galanti appuntamenti, ma perchè interrompere le beatitudini? voto all’agenda potenzialmente  piena 9.

Per il resto?

Per il resto sto diventando punto di riferimento di moltissimi colleghi in poco tempo. Il carisma non si compra a porta portese, really tres chic.

Ok, ok, aggiorno poco il blog, signori, non ho il computer!!! Quindi lo aggiorno appena posso.

Frase conclusiva:

"Ricordati che quando peschi servono vermi e canne, non champagne e rolex". Anche se nel mio mondo perfetto un sarago dovrebbe saltare sullo yacht solo vedendo sfavillare il Daytona…cinicissimo, davvero.

La mia felicità è che alla fine le donne sono molto meno superficiali di quanto si pensi, e sono, infondo, straordinari orologi che battono i secondi che ti separano dal prossimo lasso di serenità.

Freccia del sud.

scritto da Sanfedista il 15 maggio 2008,11:36

Io l’ho preso. E’ un treno che va da Agrigento Centrale a Milano Centrale, è il treno che ha la maggiore percorrenza in Italia, 1600km, e li percorre il 22 ore -lo stesso tempo che impiegai per andare a Auckland- è un espresso. Puzza ancora oggi di Italia, di emigranti che lasciano le magiche terre e senza voltarsi indietro stringono negli occhi chiusi un addio dettato dalla necessità.

Io l’ho preso, era dicembre ma c’erano trenta gradi, gente che dormiva in corridoio, i bagni rotti e un carrellino che arrancava più dell’espresso. Per 3500 lire presi una birra calda, l’unica bevanda rimasta. Lo presi di notte per arrivare a Milano la mattina presto. E’ un treno che ad ogni curva sferraglia, un treno dove calabresi, siciliani e campani parlano tutti la stessa lingua.

Sono i più poveri, quelli che l’eurostar è un lusso, quelli onesti. Solo un vagone cuccette e su ogni cuccetta 2 persone, per risparmiare. La freccia del sud era giornaliero, poi divenne trisettimanale, pensavano alle Ferrovie che oramai l’epoca fosse finita, pensavano che per arrivare su al Nord oramai si scegliesse altro. Invece ora  viaggia 5 giorni a settimana, di nuovo.

Ero in uno scompartimento con un vecchio nonno, due giovani che proseguivano per la Germania e due amici. Io all’epoca pensai che stavo vivendo un’esperienza tragica, maledissi la scelta, pensai: se prenotavo prima trovavo il volo o l’eurostar ed invece ora sulla seconda della freccia del sud.

Ora no, ora ho capito che quel treno gronda rispetto e dignità e quando passa nelle stazioni la gente dovrebbe tacere e riflettere che passa l’Italia che fa di tutto per tirare avanti, quasi andrebbe preteso l’attenti.

Io non ho proseguito per Francoforte, per Liegi o per la Svizzera, mi sono fermato a Milano, ma molti alle 7.00 scesero e avvolti dal gelo cambiarono convoglio, senza un fiato senza un lamento.

E l’amarezza del vecchio nonno in scompartimento quando mi disse che il treno era ed è chiamato al nord  "la feccia del sud" mi conduce alla nausea che neanche la birra calda mi aveva regalato.

Cinquant’anni di sangue e calli, di testa bassa, di silenzio e faticare ed ora ancora il treno è affollato, ancora l’italia non garantsce dignità, lavoro e futuro al Sud.

Catene e blatte.

scritto da Sanfedista il 16 gennaio 2008,14:42

La paura delle catene sta facendo convergere tutte le forze politiche verso don Clemente.

Amarezza per le parole di supporto provenienti dalla cdl, le delusioni che mi regalano sono ormai prossime allo sconforto. Berlusconi, Casini e Fini, una trimurtide che allineata e coperta serra i ranghi contro il provvidenziale operato della magistratura. La maggioranza non la commento, non mi va di rielencare gli infiniti problemi che l’affliggono e che sono dal primo momento sotto gli occhi di tutti.

Stamane il ministro, neanche fosse una damina della misericordia, con la voce rotta dal pianto ha sferrato il suo coupe de theatre, ha puntato sulla famiglia, sull’unità del desco. Quasi piangeva; quasi piangevo io quando hanno rapinato la mia migliore amica e il galantuomo era fresco di indulto, quasi piangevo io quando ho visto monti di merda oscurare il sole, quando per anni il secondo partito della Campania nulla faceva per la regione, nulla; quasi piangevo quando un ministro della giustizia attaccava i magistarti per difendersi…

Vado oltre.

L’udeur in Campania gestisce una amplissima fetta di voti, è il secondo paritito della regione.

L’udeur a mio modesto parere è uno stato medievale, ben suddiviso in vassallaggi. Il partito del Ministro (ex, speriamo), è un caravan serraglio di clientelismi, collusioni e gestioni personalistiche di un territorio che si ritiene essere la estensione del propio salotto. La corruzione nella mia regione è a livelli allarmanti, il sistema di bustarelle trova lo sfogo in una serie di appalti truccati.

Come si trucca un appalto? Bene, l’amministrazione X indice gara pubblica per la gestione delle gelaterie litoranee, pone il "vincolo progettuale", cioè nomina una commissione che analizzerà i vari proggetti e premierà quello migliore. La commissione ovviamente sarà formata da amici di amici e l’appalto andrà a chi è il più amico di tutti. Niente offerte al ribasso, niente certificazioni, niente che possa garantire una qualche trasparenza.

Il compito della magistratura spero sia solo agli inizi, poca luce in tanto spazio; spero che giungano prima degli arresti le dimissioni, anche se l’ipotesi è lata: un parcheggiatore abusivo mi ha confessato stamattina:"Avvocà, si Bassolin se ne va’ o’sparan". Evidentemente il legame è forte e la posta in gioco è massima, si può solo rilanciare, il tavolo non può essere abbandonato.