Assente (in)giustificato.

scritto da Sanfedista il 22 dicembre 2008,11:29

Scusate, sono stato assente per un po’. L’esame di avvocato prima, una visita con un amico tedesco poi…l’influenza ora mi hanno costretto ad occuparmi di altre cose, riassumerò ora quello su cui avrei voluto scrivere e su cui non ho potuto, magari qualcosa la approfondirò presto:

  1. Esame avvocato a Napoli, una bolgia infernale con scene di panico gravidanze isteriche e suppliche alle madonne e varia umanità che cerca di guadagnare il proprio brandello di futuro. Voto 4.
  2. La succulenta storia di un signore di 60anni. La riassumo: ero in fila per entrare al padiglione d’esame e mi trovo accanto un sessantenne, gli chiedo, curioso, il perchè di questa scelta alla sua età. Lui mi dice che ha passato una vita a fare l’usciere al comune, poi verso i quarant’anni ha deciso che doveva fare di più ed allora si è iscritto alle superiori, poi ha pensato che con la pensione avrebbe avuto un sacco di tempo libero, ed allora ha ben pensato di iscriversi all’università. Arrivato a questo punto, perchè non diventare pure avvocato? Ed infine la goduria massima con la sua frase: "Eh poi sapete che piacere, io ho vissuto da usciere ma mo muoio avvocato". Voto 9
  3. Il Tv movie –o sceneggiato–  su Primo Carnera, sono un genio della precursione, leggetevi l’ultimo cenacolo ideale. Voto (a me) 8. Voto (allo sceneggiato) 6.
  4. Calcio Napoli, e menomale che non ho scritto, avevo pronto un pezzo pieno di lodi ed invece ieri ha perso contro il Torino, maledetti! Voto 6+
  5. Volevo parlare sulle abitudini degli "ex" di salutare per natale gli "ex" suoceri. Voto n.g.
  6. Avrei voluto approfondire la questione che è nata da questa discussione che ho fatto qualche tempo fa. Lei:"Io credo che esistano esseri invisibili". Io:"Gli unici esserei invisibili in cui credo sono i batteri". Magari questa me la riciclo per una prossima frase del giorno. Voto 7.
  7. La visita con il mio amico tedesco a Roma, non ci vedevamo da due, forse tre, anni e ci siamo rincontrati nel clima natalizio della capitale, parlando del più e del meno siamo finiti a parlare di viaggi, ed io confessandogli il mio fastidio quando all’estero, saputo che sono di Napoli, mi danno del mafioso, lui ha riso e mi ha detto che la sua situazione è peggiore, perchè quando viaggia alle volte dicono Nazista. Voto 3.
  8. Volevo farvi gli auguri per un Santo Natale. Ma poi ho pensato che il post su questo lo faccio. Voto 5.
  9. Ho pure pensato che la sufficienza a scuola dovrebbe essere il "5" perchè i voti andando dallo 0 al 10 dovrebbero vedere nel "5" la media e quindi la sufficienza, mentre ci sono più voti per graduare le insufficienze che per premiare i meriti, 6 a 5. Voto 5.
  10. La questione di Napoli e dello scandalo Romeo. Voto 0.
  11. Un post sui regali di Natale il più importante che ho fatto quest’anno è stato un accendino di Cartier. Tres chic. In lacca cinese rosa (avete una minima idea di quanto sia elaborato il procedimento per produrla) ed in oro…Voto svariati 0.

Questi, più o meno sono gli aggiornamenti, a presto, cari miei sodali.

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ciliegi

scritto da Sanfedista il 24 novembre 2008,15:10

Nella mia genetica c’è il ciliegio, un colore che piove su di noi, mentre il resto del mondo si copre per l’inverno alle porte. Maggio è in ogni respiro.

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eh si…

scritto da Sanfedista il 1 settembre 2008,10:59

Stasera chi vince, tra mille rinunce, sei tu…

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…ardimenti…

scritto da Sanfedista il 21 giugno 2008,19:09

Se scomponendo il cielo riuscissimo ad ordinarlo come libro sicuramente avremmo alcune pagine che non troverebbero spazio: le spilleremmo alla rinfusa e faremmo una strana appendice cercando di legarle tra loro in qualche modo. A quel punto il libro, quello compiuto, perderebbe il nostro interesse e sicuramente cercheremmo i misteri del cosmo tra le pagine mal spillate, non vogliamo conoscere nulla leggendo tutto di un fiato.

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Inventare scuse.

scritto da Sanfedista il 7 giugno 2008,14:33

Le scuse andrebbero selezionate accuratamente. Non sono trasversali, cioè dovremmo cercare di inventare scuse curandoci di chi abbiamo innanzi. Magari una scusa che ha un fantastico successo con qualcuno, pare ridicola per qualcun altro.

Io penso di essere un buon "liquidatore" con scuse varie e di varia natura; ho affinato la mia tecnica in anni di frequentazione con il più bel genere di essere: le donne. Ho inventato scuse perchè la banalità della verità è drammaticamente più semplice di qualsiasi scusa ed io, adorando i percorsi tortuosi, rifuggo dalla verità. Non è stato sempre così, alle volte il mio cinismo mi ha imposto la verità, anche perchè non v’è nulla di più ridicolo dei sentimenti di chi non si ama più e la ridicolaggine mi impone l’essenziale quanto dolorosa verità.

Sono stato anche soggetto passivo (per così dire) di scuse, non troppo spesso, ad essere sinceri, ma quando è successo poche volte ci sono cascato, poichè quando hai a che fare con un cultore della materia devi quantomeno padroneggiare sapientemente l’argomento.

Mi divertiva proporvi oggi un piccolo campionario, per nulla esaustivo, di scuse per mollare qualcuno:

  • E’ un periodo di confusione. (la classica)
  • Non riesco a dare molto in quel senso. (la classica 2)
  • Ho bisogno del mio tempo. (la classica 3)
  • Mi sono reso conto che il tuo amore è maggiore del mio. (la tracotante)
  • Lo faccio prima che lo faccia tu. (la preventiva)
  • Stiamo correndo troppo. (la olimpionica)
  • Sei perfetto e meriti di più. (lo hai capito, finalmente)
  • Andando avanti rovineremmo tutto. (la conservativa)
  • Non sentiamoci per un po’, ti chiamo io. (l’economica)
  • Devo valutare le cose. (l’introspettiva)
  • Non sono preparato. (la scolastica)
  • Funzioniamo meglio come amici. (la scientifica)
  • Ho intenzione di entrare in seminario. (la mistica)
  • MUTISMO GENERALE, per essere mollati. (la confortevole)
  • Siamo diversi, non che io sia meglio. (la cerchiobottista)
  • Fa più male a me. (la delirante)
  • Ho troppo impegni ora. (la manageriale)

Insomma un gran bel campionario, al quale andrebbero aggiunte molte altre. In realtà il 90% di esse nasconde un’insidia: la assoluta falsità.

Posso affermare con buona sicurezza che dietro le precedenti scuse al 50% si cela la presenza di un altro/a, al 20% una irreversibile incompatibilità, al 10% una crisi esistenziale, al 5% la presenza di altri, e il rimanente 5% è reale.

Consiglio finale: se c’è un altro dirlo, saremo duri, forse cinici ma è il modo migliore per liberarsi di una persona salvandoci dall’odio a lungo termine che potremmo generare. Negli altri casi, andate avanti pure così, alla fine generare confusione può spesso tornare utile.

Segue una foto che riassume il concetto di confusione con la sensazione di inculata per essere stati mollati.

De virtute. Di virtù.

scritto da Sanfedista il 28 aprile 2008,10:43

Solo le virtù che non possediamo devono essere considerate virtù, il resto è una manciata di vizi troppo blandi per essere considerati tali.

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Le mie vene.

scritto da Sanfedista il 10 aprile 2008,12:53

Un colore rosso vivo.

Hanno trasportato le cento, mille, pulsazioni con la tenacia di chi sapeva sempre dove portare cosa. Le mie vene non mi hanno mai tradito, hanno sempre assecondato il mio cuore, sono state indulgenti sempre con lui.

Hanno acceso emozioni, hanno chiarito agli arti cosa dovesse essere fatto, hanno chiuso il mio stomaco quell’ora prima, lo hanno consumato quando poi quell’ora dopo il passo falso era apparso. Le mie vene hanno la saggezza della mia mente ma ne hanno anche la volontà distruttiva. Non le ha mai fermate nessuno, neanche io. Io che posso così poco su me stesso, che trovo in una qualsiasi via la via giusta. Che mi svelo troppo  che fumo di più e che mi rattristo nell’idea che le mie esperienze forse sono troppe per gli anni che ho.

La vita che avrei voluto è la vita che vivo.

La vita che vivo è quella che sempre mi ha più affascinato. Lo sbaglio è il fascino delle emozioni. Io che per sentirmi vivo ho fatto disastri, io che ho scelto di raddoppiare sempre, ho incluso me stesso in una puntata finale sul rosso e il nero. Ho sempre scelto il rosso anche quando le probabilità mi deridevano e il sudore mi ammansiva. Ho vinto anche quando ho perso, perchè accettare la sconfitta significa vincere comunque. E quando le vene mi hanno portato litri di acido ovunque io ho ringraziato, mi sono odiato, ma poi basta, perchè l’acido lo avevano trovato in me.

I miei amici hanno una vita meravigliosa, amano e sono amati. Il dono è per loro, lo hanno accettato appena ne hanno avuto modo e se lo sono tenuto stretto. Io l’amore l’ho sudato sempre, l’ho respinto perchè la mia vittoria su di esso doveva essere netta, decisa. Dovevo vederlo nullo sotto di me.

Le mie vene hanno portato amore, hanno aperto i mie occhi la mattina dopo, hanno portato il sangue al bulbo, hanno messo a fuoco la donna che ancora dormiva accanto a me.

Le mie vene hanno mosso i passi che mi hanno separato dalle mete, mete disgraziate, sbagliate, mete dove avventurarsi era la negazione della ragione, ma io così incurante ho fatto si che le vene portassaro le gambe una appresso all’altra. Alle volte però quanta gioia, quanta felicità ad ogni metro in meno, tenendo magari un mazzo di fiori, un cestino di meringhe, sapendo che lì mi aspettava qualcosa che aspettava solo me, che contava insieme a me i passi che ci separavano.

Le mie vene sono state immobili alle volte, le mie vene non mi hanno mai tradito, le mie vene me le ha cucite mia madre nei polsi dicendo che sarebbero state mie compagne.

Le mie vene me le vedo qui, tre fili verdi, so cosa portano e so perchè lo fanno. E se sbagliano lo sanno ma possono solo continuare, possono solo inoculare veleno se sono io a fornirlo, possono solo portare ossigeno se ne trovano in me.

Le mie vene forse ora sono un po’ lacere, un po’ stanche e mi chiedono di riposare per il tempo necessario. Dovrei forse assecondare queste pazienti compagne e dare loro la tregua che chiedono, dovrei forse rimettere al mondo, al caos, a Dio, le scelte che hanno dispacciato questi fili intrecciati. Dovrei solo riprendere lì dove tutto ebbe il suo inizio, dovrei e scrivendo sento il polso che traballa e il sangue mi riporta alla dolcezza del "dovrei", una parola così indulgente ma così ferma ed aspra…

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Sempre tempo…

scritto da Sanfedista il ,10:26

…Il tempo è solo quella porzione di infinito alla quale noi possiamo dare un senso…

L’avido scorrere del magma nel flûte, fa sì che noi si debba bere rapidamente, altrimenti trabocca e la tovaglia si è sporcata di nuovo…

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Frasi oscene.

scritto da Sanfedista il 6 marzo 2008,23:31

Esco dalla Metro, piove (sì sto usando i mezzi pubblici, non è tempo nè da cabrio nè da scooter).

Bene esco dalla metro, dicevamo, e mi avvio al sottopassaggio con una donna di mezza età accanto, ho l’ombrello ma pioviggina e non lo apro, la donna lo apre, poi mi guarda e mi fa:" Voi non lo aprite l’ombrello?", dico io:" No, signora piove poco, non siamo mica fatti di zucchero", lei mi guarda e convinta mi risponde:"Si, voi poi siete alto vi bagnate di meno".

Perplessità, sconforto, rido, lei prosegue…

Che dire, tutto il resto è noia…

 

La vita.

scritto da Sanfedista il 19 febbraio 2008,23:27
La vita è anche, alle volte, attendere messaggi che non arriveranno mai.
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