Il Coraggio, la viltà.

scritto da Sanfedista il 24 novembre 2007,14:16

…avrei scritto di altro oggi, avevo tutto pronto, ben organizzato nella mia mente; rimandato, parliamo della viltà e del Coraggio…

E’ morto un sottufficiale Italiano, ammazzato da un uomo bomba.

Coraggio e vigliaccheria li avete già attribuiti, avete letto tre righi e chiaro si è già definito chi sia il vile e chi il coraggioso.

Lo stigmatizzo però. Non voglio essere retorico, il risorgimento è finito, sono freddamente realista. Un uomo, un vile, ha deciso che il miglior modo per combattere una guerra sia quella di ammazzare più persone possibili, prevalentemente inermi, all’innaugurazione di un ponte. Un ponte, quello che da sempre è sinonimo di pace e fratellanza, bambini morti, sei, la speranza. E’ ancora più chiaro, ora, chi sia il vile; scopriremo, però, nel corso della giornata che la viltà bagna anche altri, qui in Italia.

Farsi saltare in aria, continuando, è eroico o criminale, dipende dagli obiettivi, se avesse colpito una colonna di blindati avrei potuto forse capire, i civili no, mi dispiace non c’è, per me, maggior tormento. Apro un inciso, in genere non amo chi al posto di combattere faccia a faccia si uccide per colpire, ma è una visione personale che può non essere condivisa.

Il coraggio è del Maresciallo, aveva capito quello che stava per succedere, riusulta dai testimoni, e cosa ha fatto? Non si è nascosto sotto un carro; non si è buttato a terra; ha accettato un rischio, quello supremo, lo ha fatto ed è morto per altri. E’ un militare, lo aveva messo in conto ed era evidentemente stato ben addestrato, perchè ha fatto quello che si richiede ad un soldato, difendere l’obiettivo a costo della vita. Non ci ha pensato su due volte; l’ordine era difendere la popolazione da eventuali attacchi; testa bassa, un bacio alla Signora, un urlo in gola forse, un ultimo pensiero agli amori ed è morto così, con l’orgoglio di onorare fino in fondo una scelta, una promessa fatta al Tricolore.

Può sembrare retorico, forse lo è, ma non ci riuscivo, dovevo dirlo e sono stato in grado di dirlo così. Ora crocefiggetemi per questo.

Andiamo avanti, altri vigliacchi.

Ho letto il commento dell’uomo che voleva Lenin in Italia: "Via dall’Afganistan". Vorrei averlo qui, gli chiederei alcune cose, non lo ho, le chiedo allora a voi: le forze armate dove dovrebbero essere impiegate? Al picchetto d’onore alla salma di Togliatti? Alla costruzione di campi profughi? -lo fanno- Dovrebbero forse essere forze disarmate? Colpirebbero gli attentatori con cosa? Il libretto rosso di Mao magari, ma sopratutto, (questa è la domanda) cosa c’è di più pacifico che morire per salvare la vita di inermi bambini?Mi risponda, La prego, rispondetemi.

"Via dall’Afganistan", non riesco proprio a mandare giù questa frase, non oggi, non dopo che un altro soldato è morto in Afganistan, sarebbe tradirlo, sarebbe dirgli "Maresciallo la tua morte è stata inutile, quello per cui sei morto non merità più di essere combattuto". Potrebbero dirmi la sua morte potrebbe servire a far ritirare gli altri ed a salvare altre vite. Mi dispiace signori, non è così, era un soldato, come lui gli altri; loro lo mettono in conto di morire dal momento in cui prendono le stellette, è la loro scelta e va rispettata, onorata.

Tornare indietro, parlane oggi, è da vigliacchi è da iene, da chi evidentemente non ha cari i giuramenti, da chi pretende di scegliere anche per i morti, magari seduto ad un banco ad incassare quello che un maresciallo non vedrà mai.

Coraggioso Daniele Palladini, che la terra ti sia lieve.

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Demodè?

scritto da Sanfedista il 23 novembre 2007,16:32

…se fosse di moda, non lo sarebbe affatto…

Ci dovrà pur essere un motivo se l’umanità, quella che merita, apprezzerà di più una camicia con gemelli, sobri, piuttosto che una maglietta con il marchio ben stampato e delle piastrine militari che pendono meschine dal collo.

Manca l’educazione allo stile, la nappa ed il cachemire sono parole che riempion la bocca di ignoranti commesse che senza alcun pudore consiglierebbero una cravatta a quadri su di una "bella" camicia a quadri, un gessato con una regimental, pantaloni banchi e giacca bianca. Lo stile è riuscire ad essere alla moda stando il più lontano possibile da essa.

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Savoia…

scritto da Sanfedista il 20 novembre 2007,19:30

Nella Storia; chi per gloria, chi per caso, chi per incapacità.

Hanno tradito tutti.

Il Sud, occupato, depredato, violentato, promesso e frustrato.

I Cattolici, costringendo il Papa ad una cattività obbligata.

Il popolo liberale con il Fascismo; non fu sparato un colpo contro quelli che marciavano su Roma.

Il popolo Fascista, l’arresto, con una vile trappola, di Mussolini.

Gli alleati tedeschi.

Il proprio esercito, mandato allo sbando senz’ordini.

Il popolo "liberato", fuggirono come ratti, abbandonando la Capitale, ci furono sovrani che si fecero arrestare.

Un deprimente tango, un ballo grottesco di figure ineleganti. Una stirpe che ha costretto una parte d’Italia alla povertà, che ha fatto fucilare i suoi figli chiamandoli briganti. Che ha fatto morire la meglio gioventù in attesa di ordini che non arrivarono mai, che impose i suoi generali, limitati, miopi. Savoia, tornati in Patria con la bocca piena di promesse, risiedono ancora in Svizzera, e fanno causa allo Stato.

Una penisola che ha conosciuto Lorenzo dei Medici, Federico II, Galeazzo Visconti, Re Ferdinando, una penisola unita dalla Massoneria, non deve nulla ai Savoia, nulla.

L’ennesimo tradimento 260 milioni di euro di risarcimento.

"Capità, che vonno sti, piemontesi?" "Sergè chist’so venut pe fottere" Lo hanno fatto.

Vorrei firmare questo intervento, palesando il mio cognome, dimostrando con esso la mia imparzialità originaria sulla vicenda, la mia famiglia, piemontese, fu nobile, secoli addietro, anche sotto i savoia; ma non lo svelerò, preferisco come al solito essere un Sanfedista, con il giglio sul petto ed il labaro bianco al sole del Sud.

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Difendere la Santa Romana Chiesa. Eutanasia, Omossessualità, Celibato, Politica.

scritto da Sanfedista il 19 novembre 2007,18:05

Oggi il Sanfedista con la mitra (LA mitra) difenderà la Chiesa Cattolica.

Ebbene, si fa un gran parlare di Preti sposati, ai quali va tutto il sostegno popolare, Preti che rilasciano dichiarazioni su questioni politiche, ai quali va tutto lo sdegno popolare, ma il popolo è cialtrone, ovviamente, lo è per definizione, per cultura, per storia e per intelletto.

L’argomento è delicato lo tratterò con ordine.

La Chiesa, non è l’istituto nazionale per la previdenza sociale, non è un’ente territoriale, non è una qualche corte costituzionale. La Chiesa Cattolica non è materialemente fondamentale per la vita dei cittadini, si può decide liberamente se aderirvi o meno. Il battesimo non è requisito richiesto per i pubblici impieghi, la cresima non è un master alla Sorbona, il matrimonio non è un certificato di garanzia fondamentale.

Assodiamo che l’appartenere alla Chiesa è una scelta libera, lo Stato non lo impone, se lo fa la famiglia, raggiunta l’età della ragione ce ne si può allontanare. Liberamente quindi si sceglie se abbracciare o meno un credo religioso, se decidere di vincolarsi ad alcune ragole per raggiungere un determinato scopo.

Assodata la libertà di adesione al Cattolicesimo ed alle sue regole, passiamo alle critiche mosse contro la Chiesa che influisce sulla gestione della Res Pubblica Italiana. Bene, cari radicalucci, comunistelli e libertari vari, vi prego di inviarmi un solo articolo dell’immensa produzione normativa italiana dove si demanda alla Chiesa l’attuazione di un provvedimento, dove si richiede il parere su di una questione, dove la si autorizzi ad una cassazione. Non ve ne sono? Infatti, non ve ne sono.

Assodata l’impossibilità materiale della Chiesa Cattolica di metter becco negli affari italiani qualcuno potrà dirmi: "Cioè la Ghiesa dice che l’eutranazia è scbagliada e noi in Ittalia non la famo, questo non è ggiusto si deve da fa gli affari sua è scandaloroso!". Rispondo; la Chiesa è libera o meno di esprimere un giudizio morale su di una questione? Può la Chiesa dire:"Per noi l’eutanasia è sbagliata"? E’ un ente morale, abbiamo detto, quindi come ente morale può rivolgersi ai propri fedeli ed esporre il suo punto di vista o no? Certamente può farlo.

Chi deciderà che i Pacs non sono da farsi, che l’eutanasia è reato ed altro ancora, è lo stato Italiano con i suoi politici. Se poi i politici sono cattolici è ovvio che saranno in sintonia con quanto affermato dalla loro Chiesa. Ai comunistelli, ai radicalucci, ai libertari ed agli altri, dico, prendetevela con i politici, non lanciatevi contro la Chiesa. Inoltre, se non vi va bene un politico cattolico, avete pur sempre il voto! Mandate al parlamento gli atei. Se ci fossero solo atei in parlamento che peso avrebbe la Chiesa di Roma nella politica italiana? Nessun peso.

Il punto è che non ci sono solo parlamentari atei poichè in Italia la maggioranza dei cittadini vota parlamentari cattolici, poichè la maggioranza dei cittadini sono cattolici. Le leggi sono fatte da politici cattolici votati da cittadini cattolici che evidentemente seguono le regole cattoliche; la chiesa ha potere in Italia fintanto che ci sono i cittadini cattolici ed i parlamentari cattolici alle camere; in Arabia Saudita nessuno dice che la Chiesa Cattolica fa politica, poichè la opinioni confessionali non sono raccolte da nessuno! La Chiesa non fa politica, la Chiesa fa morale, si è liberi di accettarla o meno, se non la si accetta si sceglie un altro credo, Animista, Buddista, Maomettiano, Induista, Alchimista e chi più ne ha più ne metta.

Continuando, il prete sposato mi fa più pena che tenerezza, c’erano delle regole, non le ha rispettate, che non faccia il martire poichè ha scelto liberamente di diventare sacerdote e liberamente ha scelto di infrangere i voti.

Gli omossessuali non sono obbligati, poi, a far parte di una chiesa che evidentemente non li ammette, ne fondino una, dalla retta via alla via del retto, non si scaglino contro di essa! Ripeto non è fondamentale essere cattolici se lo si è bisogna rispettarne le regole.

Concludendo mi trovo a difendere la Chiesa poichè denigrarla è lo sport nazionale, non è disciplina olimpica il tiro al prelato nè il lancio dell’organista. Nella Chiesa ci si entra liberamente e ci si impegna facendolo, nel momento in cui le regole non vanno più bene ci si rivolge ad altri, alla concorrenza, siamo nell’età del consumo no? 

Vasellina,Curriculum in inglese, Offerta, pigrizia.

scritto da Sanfedista il 16 novembre 2007,21:10

Tempo fa mentre tornavo a casa dopo aver accompagnato mio cugino a comprare la sua marca preferita di vasellina la "Agip Rude Bear" ho deciso di tradurre il mio cv in inglese.

Oggi ho ricevuto le risposte dalla bacheca internazionale:

" We offer: Hostess  for Air Lanka, Sri Lanka"

"Voce Bianca, al Teatro di Brno, Rep. Ceca"

"Liutaio specializzato, Cremona, Italy"

"Gabibbo per feste di Italoamericani, NY, USA"

"Petomane al Circo Togni, Itinerante, Mondo"

Eppure l’inglese lo conosco benissimo, il problema è la pigrizia ed il traduttore automatico.

Sabbia.

scritto da Sanfedista il 14 novembre 2007,17:32

La rabbia, gli schiaffi, l’incertezza; sabbia.

Il granello di sabbia intorno al quale ho costruito la mia perla adesso splende, ed il castone, non più vuoto, racconta al mondo che le perle di un Fabergè sono sabbia…misera sabbia, preziosa sabbia.

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La follia, la felicità.

scritto da Sanfedista il 10 novembre 2007,12:10

Se la mela fosse caduta per il giungere della nuova stagione avremmo venerato il vento.

Quando entrai in quella che sarebbe diventata la mia prima automobile in un istante coglievo la follia, una folata di vento mi portò alla felicità. Se mi chiedessero se tutti noi conosceremo la felicità, avrei dei dubbi nella risposta. Di prima brina risponderei che la felicità è la ricompensa per il coraggio. Riflettendo mi concentrerei sulla domanda, tralasciando la risposta. Mi dissero che si è felici quando si desidera ciò che si ha, se ci si pone la domanda dovremmo iniziare a guardare quello che già possediamo. Ma anche attendere la folata di follia potrebbe essere la soluzione, siamo entrati nella storia per un desiderio, attraverso i desideri ci muoviamo in questo mondo. L’assioma è semplice quanto difficilmente conseguibile. Quindi, la felicità è raggiungibile in brevi momenti quando il vento cambia e ci porta combattute o inattese carezze. Siamo padroni del nostro capo, non del vento che lo lambisce, possiamo esporci, ma se v’è bonaccia nulla accade. Perchè la follia? Perchè la ricerca della felicità è posta all’interno di quelle categorie che non possono rientrare sotto la ragione, quindi è follia ed è follia perchè poco dipende dalla volontà. La vita come un mazzo di carte mescolate dal vento, come una mano giocata da un folle…per raggiungerla, forse, si dovrebbe fare così…

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Maledetti Giacobini

scritto da Sanfedista il 6 novembre 2007,20:11

"Chi vi ha tradito Maestà?", "I giacobini, quei maledetti".

Essere un sanfedista è un po’di più che essere un conservatore, essere sanfedista significa essere un reazionario nel senso ampio del termine; reazione commisurata all’azione. Potremmo gridare "Viva il Re", potremmo gridarlo al popolo basso, ma cosa ne capirebbero? Essere giacobino è facile, si segue il desidero di amministrare in maniera straordinaria. Nell’ordinario si fallisce con il giacobinismo, con gli editti. Se marciammo lo facemmo contro i traditori, contro i giacobini, i patetici idolatri della fantasia al potere. Alle volte la fantasia non è per noi, siamo sanfedisti, fantastici più che fantasiosi…

Il tocco magico

scritto da Sanfedista il 1 novembre 2007,15:44

Quando il ridicolo diventa sensazionale hai il tocco magico.

"Dovrete passare sul mio catetere!" esclamò all’infermiere. Era terminale e lo sapeva, ma era dibolicamente egocentrico, drammaticamente affascinante, ancora bellissimo, con occhi guizzanti. Aveva predisposto tutto per il suo funerale, la Chiesa, le 34 vergini disperate per non averlo avuto, una per ogni anno della sua vita. Che poi, noi, come le trovavamo 34 vergini? L’unica che conoscevo era una poveraccia, vergine perchè scartata anche dai marinai liberiani in rada nel golfo. Ma la richiesta più assurda era "Mi vendo" come marcia funebre. Insomma, oltre la difficoltà di reperire una vecchietta con il cuore tanto robusto da sopportare l’esecuzione del pezzo, avremmo anche dovuto spiegare i motivi della scelta al sacerdote dei Salesiani, questo davvero non si poteva, altrimenti lo avrebbe fatto trascinare in terra sconsacrata da una quadriga di maiali… Ma era così, come quando, fidanzato plurimo, era riuscito a dire a tutte le sue donne una data diversa di compleanno per festeggiarlo senza problemi con tutte e tre, il dramma arrivò a Natale, che è uno, poco ci mancava che si fingeva Mussulmano, insomma riusciva a premeditare i tradimenti, il dolo c’era. Durante poi uno scalo a Dubai, cercò disperatamente alcolici in albergo, voleva assolutamente bere, era Ramadan, insomma la questione era ostica, che fece? Tornò in aeroporto ammiccò uno pilota olandese palesemente Gay e si fece raggiungere in albergo con gli alcolici del bar di bordo, ovviamente, il pilota puntuale all’appuntamento con gli alcolici fu mandato in bianco, ma lui bevve, in più in preda al primo alcool chiese se poteva reperirgli qualche hostess; sento ancora il rumore della caduta che fece dopo il pugno preso. Gli olandesi picchiano. Negli ultimi giorni, aveva affinato le richieste, la tomba non gli bastava più, voleva un sepolcro, mi mostrò le foto di un santuario Induista, voleva anche un personalissimo esercito di terracotta, con le riproduzioni dei suoi miti, Maradona, Oscar Wilde e anche Hannibal di A-Team, voleva inoltre le statue dei suoi amici, delle sue ex, tranne di una, e dei parenti. Lo voleva davvero non era tanto per dire.  Mi ricordo anche quando a 18 anni prese la Maserati del padre e fermato dai carabinieri cercò di convincerli che era 1.4 di cilindrata, 250mila lire di multa. O quando per il compleanno della zia Beatrice (84 anni) le inviò 24 rose rosse, frimandosi Franco R. il nome e l’iniziale del cognome del sacerdote della parrocchia alla quale era devotissima, il biglietto recitava più o meno così "I tuoi peccati non confessati diventano miei desideri irrealizzati".E’morto alle 12 di domenica, in tempo per il Brunch…Il funerale è stato formalissimo, senza Mi Vendo le vergini e il resto. Ma in una cosa l’ho accontentato, tornando a casa, dopo le esequie, ho messo "Casablanca", ed ho pianto, come un disperato senza sosta, alla sera l’ho lasciata, non l’aveva mai retta, una settimana dopo ero in volo per le Filippine, così gli potrò finalmente dire se erano così pulite, ordinate, se tutti giravano con camicie perfettamente stirate e il profumo di Nelsen piatti fosse l’aroma più diffuso, lui aveva sempre asserito questo; questo glielo dovevo, ora mi manca, mi manca come manca il tocco magico, come un cappello Panama a luglio, come quell’ultimo sorso prima della nanna.

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L’orso Ciro

scritto da Sanfedista il 25 ottobre 2007,16:03

Già scettico durante l’infanzia sull’esistenza di animali parlanti, la notizia sulla riproposizione dell’Orso Ciro è oggi, per me, un colpo esiziale.

Da un po’ di tempo è ripartita la vendita dell’Orso Ciro, chi? L’Orso Ciro, un pupazzo che favella in napoletano, lasciando ai sociologi il compito di valutare le devastanti conseguenze su di una generazione di bambini in seguito all’acquisto di un gioco del genere, mi soffermo sulla documentata biografia dell’Orso Ciro.

L’Orso Ciro nasce in un basso della Vicaria a Napoli, nel 1987, anno nel quale Maradona incantava la città, figlio illegittimo di Mario Merola e di un peluche di un asinello, Ciro, dopo essere scartato ad un provino del Napoli, si dedica al canto neomelodico, introdotto dalla sua prima fiamma, Marisa Laurito, nello showbiz incide un pezzo che diviene la colonna sonora per eccellenza nei matrimoni rionali, "C’scpusamm appena te dann’a’libbertà" ( in ital. Ci sposiamo appena il giudice ti concede i domiciliari). Vince con la sua canzone "La cassetta falsa d’Oro", privilegio assegnato prima di lui a Nino D’Angelo e a Luigi D’Alessio. Nel 1989 partecipa con successo al Festival di Scampia, vince la categoria "scippatori emergenti", al tempo disse di lui un boss "Il guaglione ha stoffa, e non mi riferisco al fatto che sia un peluche, ha scippato 13 persone in 2 ore". Messo in archivio quest’altro traguardo l’Orso Ciro, supera i confini regionali, il nuovo decennio è foriero di buone notizie, assolto dall’infamante accusa di mandante di omicidio, incide il suo secondo LP:" IL Casco è da falliti". Un nuovo successo di pubblico e critica, l’usciere di uno stabile di L.go. Donnaregina definì l’album "Misurato ed educativo, il perfetto regalo di Natale". Ciro nel 1992 parte per un tour mondiale, toccherà in rapida successione, l’America, la Colombia, la Nigeria, il Montenegro e concluderà gli impegni al "Memorial Prof.Cutolo Tiater"di Sant’Anastasia. Dopo i successi in studio e i live, Ciro prende un periodo di pausa, anni nei quali affina la tecnica e consolida le giuste amicizie, nel 1996, è il primo a potersi esibire con la sua band, "IL coro dell’armata Rozza", al celebre Night di Mosca "Dasvidania", in quell’occasione duettera con artisti del calibro di Bono Vox, Elton Jhon, e Susy Capezzolo (la celebre ponitrice di quesiti sulla Sett.Enigm.). E’ proprio a Mosca che a Ciro viene in mente la sua idea più ambiziosa, la raccolta fondi per le vittime dello stato, un attento programma di finanziamento per le mogli e i parenti dei carcerati, così giungiamo alla celebre data il 31/12/1999, dove innanzi a un Poggiorele gremito, si esibirà nel Ciro & Cumpagn. In quella occasione il NY Times titolò con enfasi"WHO SHIT IS THIS FUCKING BEAR?", era la consacrazione mondiale tanto attesa. Il nuovo millennio però si apre con una doccia fredda, lasciato da Barbara Chiappini, l’Orso Ciro viene condannato per Omicidio Premeditato plurimo, una grana, ma il nostro non si abbatte, sfrutta il tempo di riposo forzato per creare nuovi progetti, usufruisce dell’indulto e decide di rilanciarsi, mettendo in vendita una sua copia, scala 1/1, con le sue più celbri frasi, il resto lo scopriremo solo rubando, parafrasando una celbre canzone del Ciro.

Diamo ora un piccolo campionario di frasi che l’orso pronuncia:

  • Perchè lavorare se puoi spacciare?
  • Il casco è da ricchioni
  • Se te la scopi poi te la sposi
  • L’indulto è necessario per il sovraffolamento delle carceri
  • La pizza fa bene
  • Attento a come è tagliata la Coca
  • Meglio la calibro 22, sporchi meno.

Hanno detto di lui: "E’un pericolo per la morale", M.Manson; "Andrebbe ucciso", M.Teresa; "Un folle assetato di sangue", P.Pacciani; " Orso CHI?", David Bowie; "Una condanna per l’umanità intera", Nostradamus; "Un Macellaio che canta pure male", Jalisse; "Lo invitai alla ruota della fortuna, stuprò tutto il carico di Annabella di Pavia, il visone Charlie, non è più stato lo stesso", Mike Bongiorno; "Una persona che sbaglia e va rieducata", nota del Gruppo Parlamentare dei Comunisti Italiani.

Il prodotto descritto non ha nulla a che fare con il celebre giocattolo, è frutto della fantasia dell’autore, come sono di fantasia tutte le affermazioni e le vicende che coinvolgono terzi.

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